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giovedì 2 agosto 2012

Timori


Quando le mani ti tremano lievemente pensando alla lontananza forzata,
Gli occhi trasudano lacrime inarrestabili non potendo fondere le esperienze quotidiane,
Il cuore ti confessa che non può più aiutarti nell'essere ragionevolmente forte,
La mente è ossessiva su un solo pensiero, il suo,
Le orecchie ti dicono che la voce suadente, ma lontana, non placa le ansie,
E nemmeno le parole lette ci riescono,
Non si teme la sofferenza, soffrire significa vivere,
Quello che si teme è che la sofferenza diventi fine a se stessa,
Ed allora ci si chiude, come una conchiglia,
Al fine di proteggere il dolore, la paura di sbagliare, l'amore




2 commenti:

  1. Un timore che può assolutamente diventare reale.La sofferenza, quella dell'anima più di quella fisica, conduce ad una forma di egoismo, ad una chiusura nei confronti del mondo quando il confine della speranza non si confonde più con l'orizzonte tra cielo e mare ma... lo hai raggiunto.

    È molto bella, non c'è bisogno di aggiungere altro, solo brava!

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  2. David Scichilone11 agosto 2012 16:06

    Non chiudere quella porta fatta di assi consunte e fradicie, il chiodo che serra la mia via é arrugginito, spezzata é la catena che blocca le mie caviglie, la corda tesa intorno alla mia vita pende solitaria e scarna, sfilacciata come le sconnesse frasi di un marinaio ubriaco che parla alla sua donna, la rete che avviluppa il mio corpo é rotta e incapace di contenere la mia brama di Libertá. Non chiudere i tuoi occhi al Sole lucente di un mattino di primavera, senti i suoi raggi tiepidi solleticarti il viso e screpolare via la brina di un inverno troppo lungo e tedioso. Apri le tue mani e raccogli l´acqua fresca che scaturisce dalla fonte, disseta la tua anima, accarezza il tuo cuore, respira profondamente la gioia del momento, ascolta la sinfonia dell´Universo che suona per te: la felicitá é quel fiore che tu hai avuto il coraggio di condividere con il mondo e che non hai ignorato

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